Maria Paradiso

costumista - storica del costume

Home PageApprofondimentiStoriaTeatroMostreCollezioneSiti AmiciTesori

storia

Compiuti gli Studi Classici si laurea a Venezia con una Tesi su Mariano Fortuny. Nella famiglia paterna - palermitana - convivono da sempre Teatro e Letteratura.

Il padre Leonardo - Avvocato e Studioso di Meridionalistica - è anche un apprezzato drammaturgo, in amicizia con Rosso di San Secondo, la famiglia Pirandello  e  Leonardo Borgese.

                                                                            

                     Gli Zii Siciliani di Maria Paradiso                                                                                                                                                  La Zia Josephine "mascherata" da Paolina Borghese

 

La zia Josephine - Pittrice e Gallerista a New York -  abita ad East Hampton non distante dagli ateliers di Pollock e De Kooning, con i quali organizzava eventi e mostre.

Sull’onda della familiarità con il mutevole gioco delle apparenze, nel 1986 Maria vince - a Spoleto - il Premio “Giovani Scenografi” con una Mise en Espace di “Marionette che Passione” scritta da Rosso di San  Secondo.

Ad Agrigento - nello stesso anno, per le celebrazioni del Centenario Pirandelliano - realizza i costumi del dramma “Pirandello”.

E’ una stagione di grandi energie per il Teatro ed il Cinema, in Italia ed in Europa.

Frequenta, come Assistente Costumista, le Sartorie Tirelli e Fioretto a Roma e D’Ascanio a Venezia. Con quest’ultima collabora ai memorabili Carnevali Veneziani degli anni 1987, 1988 e 1989 con allestimenti del Teatro la Fenice.

Partecipa a produzioni cinematografiche e teatrali.

 Crea i costumi per spettacoli come “Metamorphosis” di Kafka  con musiche di Goffredo Petrassi e la partecipazione di  Roman Polansky a Spoleto al Teatro Nuovo nel 1989 e "Tableaux" dalla Traviata di Giuseppe Verdi con Placido Domingo.

Incontra in questi anni Luigi Squarzina, Carmelo Bene, Luciano Damiani, Maurice Bejart, Memè Perlini con i quali collabora inoltrandosi nelle profondità del Teatro e dell’Opera lirica. Spazia dai Musical del Teatro Sistina di Roma alla Drammaturgia Classica del Teatro Greco di Siracusa.

Dal 1990 collabora con continuità  con il Teatro dell’Opera di Roma

Impara e coltiva l’amore per il dettaglio sartoriale, il particolare, l’accessorio raffinato, l’autenticità dell’abito; allontana  volgarità ed ogni inutile decorativismo che tende a presentare gli attori camuffati nel tentativo di simulare un epoca. Ama il “fusion” e lo mette in atto contaminando il Settecento Veneziano con il New Look di Dior.

Appassionata - da sempre - alle tematiche della Storia del Costume, cerca e trova Abiti Antichi nelle soffitte di Palazzi e Dimore Storiche; acquisisce donazioni  da grandi famiglie, in particolare abiti da giardino, prevalentemente francesi e spagnoli e siciliani che spesso espone in mostre in Italia ed all'estero.

Cresce, nel tempo la sua Collezione che era nata come un erudito "trovarobato", generando entusiasmi ed esiti incontrollabili.

In quest’epoca di tenebrismi e di regressione il suo motto continua ad essere quello di Christian Dior: “Jamais trop chic!”

Cura numerose mostre di abiti in Italia ed all'estero. Tiene regolarmente Corsi di Storia della Moda e del Costume.

mari.paradiso@tiscali.it

Home PageApprofondimentiStoriaTeatroMostreCollezioneSiti AmiciTesori